Pasqua Italiana: il Week End di Pasqua dei Fiorentini tra spiritualità e tradizione

  1. LO SCOPPIO DEL CARRO

Pasqua Italiana a Firenze: partiamo dal presupposto che a Firenze non è Pasqua senza lo Scoppio del Carro. Si tratta di uno degli eventi folkloristici più affascinanti di Italia, imperdibile per i turisti, ma anche e soprattutto per i cittadini.

Una tradizione vecchia di nove secoli che come ogni anno si rinnova nel giorno della Pasqua Italiana. Una celebrazione che risale ai tempi della prima crociata (1095), indetta per liberare il Santo Sepolcro dalle mani degli infedeli. Secondo la tradizione, a un crociato fiorentino che salì per primo sulle mura di Gerusalemme, furono donate tre schegge del Santo Sepolcro, oggi conservate nella Chiesa di Santi Apostoli.   Secondo gli storici, liberata Gerusalemme, nel giorno del Sabato Santo, i crociati si radunarono nella Chiesa della Resurrezione e consegnarono a tutti il fuoco benedetto come simbolo di purificazione.

A questa cerimonia risale l’usanza pasquale dei fiorentini che si recavano nella cattedrale e accendevano una piccola torcia dal fuoco santo – acceso a sua volta con le scintille sprigionate dallo sfregamento delle tre schegge – per poi andare in processione per la città e portare il fuoco santo in ogni casa.
Con l’andar del tempo lo svolgimento della festa divenne sempre più articolato per cui venne introdotto l’uso di trasportare il fuoco santo con un carro dove ardevano i carboni infuocati. Verso il Trecento si usarono i fuochi artificiali per lo “scoppio del carro”.

L’antica festa ha sempre richiamato una gran folla di turisti, di cittadini e di numerosi contadini della campagna fiorentina che traevano gli auspici per il raccolto dal felice esito della corsa della colombina sulla corda, che doveva svolgersi senza alcun intoppo.

  1. IL BRINDELLONE

Attualmente nella mattina di Pasqua, scortato da 150 fra armati, musici e sbandieratori del Calcio Storico Fiorentino, il carro del fuoco pasquale, detto affettuosamente dai fiorentini “Brindellone”, si muove dal piazzale del Prato trainato da due paia di candidi bovi infiorati ed arriva al solito posto, in piazza del Duomo, fra il Battistero e la Cattedrale.

  1. LA COLOMBINA

Successivamente viene tesa una corda che parte dal coro della chiesa e arriva sino al carro e su cui viene fatta scivolare la colomba, o come si dice a Firenze la “Colombina”, che una volta incendiati gli artifici deve tornare indietro all’Altare Maggiore, da dov’è partita, ripercorrendo da sola il percorso. La tradizione vuol che se lo scoppio risulta perfetto e la colombina ritorna sino all’altare senza problemi per Firenze si preannuncia un anno positivo ed infatti questa festa ha sempre richiamato una gran folla di turisti, di cittadini e soprattutto di numerosi contadini della campagna fiorentina che traevano gli auspici per il raccolto dal felice esito.

E dopo aver assistito al tradizionale volo della colombina, l’immancabile PRANZO DI PASQUA IN FAMIGLIA.

Il menù vede come protagonisti l’uovo e l’agnello accompagnati da insalate e primizie di stagione in omaggio a una natura che rinasce dopo una morte apparente.

  1. LE UOVA

Sono le uova a dare inizio al pasto, sode (e meglio ancora se benedette!). La sua simbologia per i primi cristiani era abbastanza evidente: dall’uovo nasce la vita che a sua volta veniva associata con la rinascita di Gesù e quindi con la Pasqua. Le ritroviamo anche a fine pasto, questa volta di CIOCCOLATO, riservando una sorpresa per i più piccoli e una dolce conclusione al pasto per tutti!

  1. L’AGNELLO

Il mangiare l’agnello invece ricorda il sacrificio di Cristo “agnello di Dio”. Solitamente viene servito al forno con le patate.

  1. LA COLOMBA

Il dolce invece è la COLOMBA, un classico sulle tavole per la Pasqua Italiana. Si tratta di un dolce lievitato con ingredienti molto simili al panettone ed al pandoro, ma di forma diversa, di colomba appunto. La colomaba chiude tradizionalmente il pranzo pasquale insieme alle uova di cioccolato perché ad entrambi era attribuito un forte valore simbolico di pace, rinascita e amore. Secondo la Bibbia infatti, fu proprio una colomba con un ramoscello di ulivo nel becco, a tornare da Noè doopo il diluvio iìuniversale per testimoniare l’avvenuta riconciliazione fra Dio ed il suo popolo.

  1. LA GITA FUORIPORTA DI PASQUETTA

Ma non è finita qui! Per fortuna c’è il lunedì di Pasqua, ovvero la “PASQUETTA” per farci smaltire i vizi della domenica. Viene dedicata infatti alla tradizionale gita fuoriporta e Firenze offre innumerevoli opportunità: dalle passeggiate nelle colline circostanti fino al mare, per godersi al massimo il risveglio primaverile della natura.

Ora che per anche per Voi la Pasqua Italiana non ha più segreti, non ci resta che augurarvi di trascorrere, ovunque sarete, una Felice Pasqua!

L’OLIVO ITALIANO

Irene & Alessandra

Fonti:

www.italia.it

www.folclore.it

www.cibo360.it

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