E’ sempre viva in Toscana l’antica tradizione di festeggiare l’arrivo del maggio cantando.

Si festeggia cantando, l’arrivo della primavera che porta speranza di buoni raccolti, di abbondanza e di serenità. 

Ancora oggi si passa per i paesi con chitarre e fisarmoniche per cantare e ballare insieme, trovarsi in allegria e mangiare e bere quello che la gente offre per la via… I “maggiaioli” durante il Cantar Maggio girano tra borghi e campagne cantando in coro strofe benauguranti agli abitanti delle case che in cambio offrono loro dei doni, come uova, vino, formaggio o dolci.

“BENEDETTA QUESTA CASA,
BENEDETTO CHI CI STA DENTRO,
MURATORE CHE L’HAI MURATA,
DIO TI PORTI A SALVAMENTO”

A chi si rifiuta di offrire doni ai “maggiaioli” vengono allora dedicate rime funeste e malauguranti!

“CHE T’ENTRASSE LA VOLPE NEL POLLAIO
E TI MANGIASSE TUTTE LE GALLINE
T’INFILASSE LA TIGNA NEL GRANAIO
E LA DISGRAZIA ‘UN’AVESSE MAI FINEEE…”

 

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